Grasso è brutto
Aldo Grasso fa un ragionamento sul Corriere in cui dà del cialtrone al presidente del Napoli De Laurentiis. Sconvolgente: dopo 20 anni di berlusconismo, il critico televisivo del primo giornale italiano trova che simbolo della cialtroneria nazionale sia un imprenditore del cinema che urla in tv per difendere gli interessi di una sua impresa. Ma Grasso è ancora più sciatto di così: perché l’urlo televisivo come forma della politica (intendendo per politica ogni forma del conflitto) comincia prima di Berlusconi, nasce col calcio (trent’anni fa) e comincia in televisione. Proprio dove Grasso è un maestro. Fu con Aldo Biscardi e il processo del Lunedì. Ma Grasso non si affatica a ricordarlo: il Corsera quando parla di calcio si fa tifoso e perde di rigore professionale. L’audience è audience e il tifo è tifo